Ricordo engadinese
Si può andare una settimana a St Moritz senza per questo fare la figura dei fighetti? Eccome: basta alloggiare in ostello e muoversi solo per fare trekking. Questo è quello che è successo grazie al viaggio organizzato da Zeppelin in Engadina…
Premetto: ho avuto fortuna. Non conoscevo Zeppelin, non conoscevo la guida, non conoscevo nessuno del gruppo, ma tutto è andato per il meglio. Persino il tempo è stato ottimo e siamo riusciti a non prendere praticamente una goccia d’acqua.
Nella gallery trovate tutte le mie foto, mentre qui sotto riepilogo gli itinerari fatti:
1° giorno: il trenino del Bernina (Tirano-St Moritz)
Un itinerario classico in cui non si fatica nemmeno un po’… pensa a tutto il trenino, passando tra valli e cime spettacolari, aiutato da cremagliere quando la pendenza si fa troppo forte. Volendo, dalle sue fermate si possono iniziare passeggiate più o meno impegnative. Le carrozze chiuse con finestre panoramiche offrono la vista migliore, ma anche quelle scoperte hanno il loro fascino. Info
Consigliatissimo anche l’ostello della gioventù di St Moritz: certo, è ben lontano dal centro del paese, ma permette di soggiornare a prezzo contenuto nella splendida valle dell’Engadina. E non si mangia nemmeno male…
2° giorno: sopra St Moritz
Partendo direttamente dall’ostello ci siamo diretti verso i campi da sci di St Moritz, sede di alpeggi in estate. Questa salita porta verso la sovrastante alpe Suvretta, che abbiamo percorso solo brevemente per poi dirigerci invece verso Silvaplana. Una volta scesi in paese abbiamo attraversato il ponte che porta dall’altra parte del lago, per poi percorrere la pista che lo costeggia. Questo sentiero passa poi nella zona boscosa in cui si trova, tra l’altro, un laghetto balneabile, il tennis club di St Moritz, il trampolino di salto con gli sci e il campeggio.
3° giorno: la lunga Val Roseg
Questa nota vallata si raggiunge a partire da Pontresina. Da qui, risalendo il corso del torrente si va verso il ghiacciaio che ricopre le pareti del Piz Scerscen e del Piz Roseg, proprio sotto al Bernina. Più in alto, sulle scoscese radure presenti sui fianchi della vallata, avvistiamo dei caprioli. La salita diventa faticosa solo alla fine della valle, quando di colpo si sale per raggiungere la morena lasciata dal ghiacciaio. La vista da qui è fantastica, e infatti il rifugio sorge proprio in questo punto panoramico. Tra i prati d’alta quota punteggiati dai massi scorgiamo le marmotte più grosse che abbia mai visto!
La lunghezza del fondovalle, seppur quasi pianeggiante, ha suggerito ad alcuni di noi di rendere meno faticoso il tragitto di ritorno sfruttando il servizio di carrozze trainate da cavalli che percorre la strada carrozzabile: un ottimo modo per rilassarsi…
4° giorno: Maloja majala!
A mio avviso questa è stata l’escursione più bella, se non altro per la varietà di paesaggi visti in un solo giorno. Partiti dal passo del Maloja e superato un alpeggio in cui pascolavano tranquilli degli yak (!) siamo rapidamente ascesi verso il lago Lunghin. Qui il paesaggio cambia radicalmente: una pietraia con tracce di neve si impenna verso il passo Lunghin, che raggiungiamo con grande soddisfazione. Da qui si può vedere l’Engadina da un lato e la val Bregaglia dall’altro, oltre a numerose e splendide cime.
Le sorprese però non sono finite: scendendo verso il Septimerpass, in una verdissima vallata, si seguono i resti di una strada romana. Superato il passo, costeggiando il torrente per scendere a valle si passa anche su un antichissimo ponte in pietra. La discesa è parecchio lunga: la nostra meta, il paese di Casaccia, è infatti ben più in basso del punto di partenza!
5° giorno: riposo? naaaah!
Ora, questo doveva essere il giorno libero, e in quanto tale molti avevano inizialmente pensato di dedicarlo ad attività rilassanti… Ma l’entusiasmo dovuto alle numerose possibili mete ha spinto invece tutti a riposare ben poco. Personalmente ho seguito coloro che hanno voluto raggiungere il lago Cavloc, solo con l’accortezza di percorrere in autobus invece che in bicicletta i 20 km che separano St Moritz dal passo del Maloja, nuovamente punto di partenza. mappa dell’itinerario
Il lago è frequentatissimo, sia per la facile accessibilità, sia per il punto effettivamente molto panoramico, sotto il passo del Muretto. Da non sottovalutare anche la possibilità di fare il bagno, seppur riservata ai più coraggiosi… Molto più semplice invece farsi tentare dalle pietanze del rifugio, e infatti ci riusciamo benissimo.
6° giorno: Val di Fex
Siamo partiti da Sils, e più precisamente da dietro la casa dove Friedrich Nietzsche trascorreva la villeggiatura, per salire lungo la verdissima val di Fex. Ormai resi sciolti dai giorni precedenti saliamo spediti, alcuni persino cantando. Il paesaggio d’altronde è davvero ispiratore. Superato un alpeggio, l’ultimo tratto di salita ci fa giungere al delizioso lago Sgrischus, dove abbiamo tempo per una lunga pausa in stile spiaggia. La discesa tra i pascoli verso il lago avviene tranquilla, già pregustando la meritata birretta di fine gita.
7° giorno: Morteratsch e il ritorno
Purtroppo è già l’ultimo giorno… ma fortunatamente c’è un gran finale: ripreso il trenino rosso del Bernina in direzione Tirano, scendiamo alla fermata del Morteratsch e ci incamminiamo verso l’omonimo ghiacciaio. Non abbiamo il tempo di raggiungerlo, ma ci godiamo il panorama del Piz Bernina e del Piz Palu, come a rendere omaggio alle principali cime di questa zona che ci ha ospitato in modo così accogliente.
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A quanto pare è un anno che non aggiorno questo sito: viene voglia di farlo, non a caso, quando c’è qualcosa di veramente nuovo e notevole da raccontare, e questo come sempre coincide con le vacanze, o meglio con la novità portata dal visitare posti nuovi.