Una piccola recensione di questa manifestazione che mi vede attento spettatore ormai da diversi anni…
Do per scontato che sappiate che Cartoomics è la fiera del fumetto più grande che si tiene a Milano. Dal 2006 è stata affiancata dal salone della birra artigianale e di qualità (amichevolmente detta ‘fiera della birra’). E anche da una fiera di cioccolato artigianale, che però è talmente piccola che non merita considerazione. Insomma, chi mi conosce sa che questo abbinamento potrebbe rasentare il paradisiaco… e l’aspettativa di quest’anno era molta: nuovi spazi in FieraMilanoCity, maggior numero di eventi eccetera. Dopo la visita sia sabato pomeriggio (fino a notte) che domenica, ecco qualche impressione.
Cartoomics
Non male, forse anche più espositori del solito, con la solita storia che forse bisognerebbe partire dal fondo se si cercano i fumetti, almeno per fare i migliori affari. Certo, bisognerebbe ricordarselo, ehm…
Deludenti le mostre, oserei dire come al solito… 20, 30 tavole non meritano il titolo di mostra e tutto lo spazio che hanno dedicato anche sul Corriere e giu di lì.
Purtroppo ho perso la gara di Cosplay, ma a giudicare da quel che c’era in giro tra sabato e domenica direi che c’erano gruppi molto validi… oltre a un solitario Kakashi assolutamente perfetto. Gli ‘animatori’ sul palco come al solito non fanno impazzire, l’ospite internazionale (Yaya Han) l’ho beccata vestita da Lady Isabel e non era affatto male, molto bravi i Bishoonen (gruppo che ha suonato le sigle dei cartoni dalle 18 alle 20 di ieri con un bel po’ di spettacolino incluso), purtroppo con poca gente davanti al palco e non certo per colpa loro.
Per il resto, che dire… prezzi ALTI! Nulla di nuovo sotto il sole, mi direte, ma al di là della sporadica offerta sui fumetti, davvero non si risparmiava nulla rispetto ad andare in una fumetteria qualunque, anche per gadget e Dvd. Un kunai di plastica 10 euro? Ragazzi, non scherziamo, su… Non stiamo parlando della bigiotteria di Nana, questi non si portano in giro tutti i giorni.
Peraltro, note to self: sono orgoglioso di aver resistito ancora una volta a comprare qualche gadget della Nerv.
Fiera della Birra
Dato che l’anno scorso è partita un po’ in sordina, schiacciata in due affollati corridoi, è la parte che ha visto i più rilevanti miglioramenti: un ampio padiglione con un buon numero di posti a sedere liberi e gli stand tutt’intorno.
Forse sarebbe stato auspicabile un maggiore intervento di birrifici stranieri, e sicuramente una miglior resa visiva dei singoli produttori (il fatto che avessero stand quasi tutti uguali li rendeva difficili da riconoscere in caso uno volesse fare acquisti seriamente). Questo dipende ovviamente dall’organizzazione, infatti l’anno scorso molti avevano le loro belle insegne che facevano anche un po’ più di ‘colore’, che non ci sta male…
Inoltre, per quanto finalmente quest’anno fosse possibile mangiare, il punto di ristoro aveva secondo me due pecche: poca varietà (ma questo è ancora accettabile, anche se non limitarsi ai panini ci sarebbe stato, secondo me) e un sistema assurdo di code. Che senso ha fare 2 casse e 3 posti di smercio del cibo? Il risultato si vedeva: due code interminabili alle casse dalle 19 alle 23. Visto che hai 4 lati, che costa fare 4 casse per 4 punti ristoro?
Tengo per ultima la considerazione più importante: la birra artigianale è favolosa. Non solo perchè la gamma dei sapori e dei tipi presenti consente a ognuno di trovare ciò che più gli piace, ma anche perchè l’esperienza di degustazione, anche se affrontata in allegria e non certo con pretese di raffinatezza, consente di apprezzare la qualità nettamente superiore di quanto si beve. E la maggiore soddisfazione sensoriale porta anche a bere di meno per sentirsi appagati… per quanto, posso dire dopo i numerosi assaggi, come nel caso del buon vino, la buona birra da molti meno problemi di assimilazione: niente mal di testa, problemi di stomaco eccetera, pur (ovviamente) mischiando. Serve dire altro?
Alla prossima occasione… Certo che aspettare un anno sarà dura!