Tour 3 crucchi: prima tappa
Da Milano al Liechtenstein
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Partiti di buon mattino da Milano, ci annoiamo per tutto il tragitto in superstrada fino a Colico, poi entriamo in Val Chiavenna. Nel frattempo sperimentiamo le nuove radio: a parte qualche problema di posizionamento dell’auricolare nel casco, riusciamo a comunicare senza problemi sotto ai 100 km/ora, basta solo abituarsi a premere il pulsante per la durata della comunicazione e non cercare di parlarsi sopra (cosa che viene difficile a noi italiani…)
La prima breve tappa è a Piuro, dove si trovano le notevoli cascate dell’Acqua Fraggia. Varrebbe la pena fermarsi ed esplorare la zona, o anche solo fare un picnic, ma non è il momento… Il panorama diventa interessante, la strada si fa sinuosa, la temperatura finalmente scende dagli oltre 30 gradi iniziali, insomma inizia finalmente il viaggio vero. L’unico motivo di inquietudine sono i nuvoloni neri che sembrano andare nella nostra stessa direzione.
Proseguiamo lungo la val Bregaglia, verdissima e splendente, superiamo la dogana svizzera e arriviamo al passo del Maloja: purtroppo il divertimento di questo tratto di strada viene interrotto dal traffico, che rallenta moltissimo la salita. Dopo la foto di rito sul passo proseguiamo oltre: i laghi dell’Engadina ci fanno compagnia mentre raggiungiamo Silvaplana, svincolo da cui cambiare direzione verso il Julierpass. Salendo velocemente il paesaggio cambia di colpo: vento freddo, clima da alta montagna, pietraie deserte interrotte solo dalla strada e una pendenza che fa faticare il mio povero scooter. Lo sbalzo climatico, unito a quello dovuto all’altitudine, si fa sentire anche sul fisico e si fa un po’ fatica a proseguire, nonostante la bellezza della strada.
Incominciamo qui a trovare quella che sarà una costante compagnia per tutto il viaggio: lavori stradali, che quasi sempre si tramutano in sensi unici alternati, semafori temporanei e a volte punti sterrati. D’altronde, ci diciamo che è il prezzo da pagare per percorrere queste strade così ben fatte e ben tenute…
Saliamo per monti e scendiamo per valli, continuando a commentare la bellezza del paesaggio. Chiamare ‘Grigioni’ questo cantone è veramente fuorviante… Mentre ormai siamo impazienti di arrivare a Chur, meta prevista per il pranzo, ci troviamo nella zona di Lenzerheide-Valbella: davvero un notevole luogo di villeggiatura, parrebbe, peccato che il mio termometro crolla a 14 gradi e che noi siamo vestiti estivi. Le nuvole sono talmente basse da sembrare nebbia. Mancano pochi chilometri, per cui procediamo spediti battendo i denti.
A Chur si sta decisamente meglio, e anche la cittadina è più bella del previsto: peccato che si mette a piovere. Tanto vale pranzare al calduccio: proseguiremo poi alla ricerca del H.R. Giger Bar, vera attrattiva del luogo.
Curiosamente, il Giger Bar è luminoso e per nulla tetro, nonostante gli arredi derivati dalle idee del geniale quanto pazzo disegnatore elvetico. Sarà anche che si trova in un centro commerciale invece che in un qualunque luogo isolato e oscuro come mi sarei aspettato, ma manca un po’ di atmosfera, diciamo.
Sotto qualche goccia di pioggia, che per fortuna va a scemare, ripartiamo verso le misteriose lande del Liechtenstein: nulla si sa infatti di questi luoghi misteriosi… E una volta arrivati capiamo il perché: dopo il tramonto, nella capitale Vaduz, un paesino ben più piccolo di Baranzate di Bollate, non c’è nessuno in giro! Manco fosse il paese dei vampiri… Stentiamo a trovare l’ostello (nascosto praticamente tra i campi di granturco) e ancor più fatica si fa a trovare un luogo dove cenare. Alla fine comunque tutto si risolve; la stanchezza si fa sentire, ma la soddisfazione di aver superato la non facile prima tappa è notevole. Studiamo l’itinerario per il giorno successivo e poi a dormire, godendoci il silenzio assoluto che circonda l’ostello e il bel clima fresco…
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Partendo direttamente dall’ostello ci siamo diretti verso i campi da sci di St Moritz, sede di alpeggi in estate. Questa salita porta verso la sovrastante alpe Suvretta, che abbiamo percorso solo brevemente per poi dirigerci invece verso Silvaplana. Una volta scesi in paese abbiamo attraversato il ponte che porta dall’altra parte del lago, per poi percorrere la pista che lo costeggia. Questo sentiero passa poi nella zona boscosa in cui si trova, tra l’altro, un laghetto balneabile, il tennis club di St Moritz, il trampolino di salto con gli sci e il campeggio.




A quanto pare è un anno che non aggiorno questo sito: viene voglia di farlo, non a caso, quando c’è qualcosa di veramente nuovo e notevole da raccontare, e questo come sempre coincide con le vacanze, o meglio con la novità portata dal visitare posti nuovi.