14th September 2009

Tour 3 crucchi: prima tappa

Da Milano al Liechtenstein


Visualizzazione ingrandita della mappa

Partiti di buon mattino da Milano, ci annoiamo per tutto il tragitto in superstrada fino a Colico, poi entriamo in Val Chiavenna. Nel frattempo sperimentiamo le nuove radio: a parte qualche problema di posizionamento dell’auricolare nel casco, riusciamo a comunicare senza problemi sotto ai 100 km/ora, basta solo abituarsi a premere il pulsante per la durata della comunicazione e non cercare di parlarsi sopra (cosa che viene difficile a noi italiani…)
La prima breve tappa è a Piuro, dove si trovano le notevoli cascate dell’Acqua Fraggia. Varrebbe la pena fermarsi ed esplorare la zona, o anche solo fare un picnic, ma non è il momento… Il panorama diventa interessante, la strada si fa sinuosa, la temperatura finalmente scende dagli oltre 30 gradi iniziali, insomma inizia finalmente il viaggio vero. L’unico motivo di inquietudine sono i nuvoloni neri che sembrano andare nella nostra stessa direzione.
Proseguiamo lungo la val Bregaglia, verdissima e splendente, superiamo la dogana svizzera e arriviamo al passo del Maloja: purtroppo il divertimento di questo tratto di strada viene interrotto dal traffico, che rallenta moltissimo la salita. Dopo la foto di rito sul passo proseguiamo oltre: i laghi dell’Engadina ci fanno compagnia mentre raggiungiamo Silvaplana, svincolo da cui cambiare direzione verso il Julierpass. Salendo velocemente il paesaggio cambia di colpo: vento freddo, clima da alta montagna, pietraie deserte interrotte solo dalla strada e una pendenza che fa faticare il mio povero scooter. Lo sbalzo climatico, unito a quello dovuto all’altitudine, si fa sentire anche sul fisico e si fa un po’ fatica a proseguire, nonostante la bellezza della strada.
Incominciamo qui a trovare quella che sarà una costante compagnia per tutto il viaggio: lavori stradali, che quasi sempre si tramutano in sensi unici alternati, semafori temporanei e a volte punti sterrati. D’altronde, ci diciamo che è il prezzo da pagare per percorrere queste strade così ben fatte e ben tenute…
Saliamo per monti e scendiamo per valli, continuando a commentare la bellezza del paesaggio. Chiamare ‘Grigioni’ questo cantone è veramente fuorviante… Mentre ormai siamo impazienti di arrivare a Chur, meta prevista per il pranzo, ci troviamo nella zona di Lenzerheide-Valbella: davvero un notevole luogo di villeggiatura, parrebbe, peccato che il mio termometro crolla a 14 gradi e che noi siamo vestiti estivi. Le nuvole sono talmente basse da sembrare nebbia. Mancano pochi chilometri, per cui procediamo spediti battendo i denti.
A Chur si sta decisamente meglio, e anche la cittadina è più bella del previsto: peccato che si mette a piovere. Tanto vale pranzare al calduccio: proseguiremo poi alla ricerca del H.R. Giger Bar, vera attrattiva del luogo.
Curiosamente, il Giger Bar è luminoso e per nulla tetro, nonostante gli arredi derivati dalle idee del geniale quanto pazzo disegnatore elvetico. Sarà anche che si trova in un centro commerciale invece che in un qualunque luogo isolato e oscuro come mi sarei aspettato, ma manca un po’ di atmosfera, diciamo.

Sotto qualche goccia di pioggia, che per fortuna va a scemare, ripartiamo verso le misteriose lande del Liechtenstein: nulla si sa infatti di questi luoghi misteriosi… E una volta arrivati capiamo il perché: dopo il tramonto, nella capitale Vaduz, un paesino ben più piccolo di Baranzate di Bollate, non c’è nessuno in giro! Manco fosse il paese dei vampiri… Stentiamo a trovare l’ostello (nascosto praticamente tra i campi di granturco) e ancor più fatica si fa a trovare un luogo dove cenare. Alla fine comunque tutto si risolve; la stanchezza si fa sentire, ma la soddisfazione di aver superato la non facile prima tappa è notevole. Studiamo l’itinerario per il giorno successivo e poi a dormire, godendoci il silenzio assoluto che circonda l’ostello e il bel clima fresco…

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7th September 2009

Tre Crucchi a zonzo

(per non parlar del Liechtenstein)

Ecco il diario di viaggio di questa avventura su 2 (o nel mio caso 3) ruote in compagnia dell’ottimo Tenza.

Qualche dato in breve.
- Partecipanti: Silver su Piaggio MP3 400, Tenza su Yamaha FZ6
- Km percorsi: 2100, di cui oltre 1500 su strade statali/provinciali, prediligendo quelle di montagna
- Paesi toccati (in ordine): Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria
- Altitudine massima raggiunta: 2571 metri (Bikers’ Nest sull’Edelweiss-Spitze)
- Attrezzature speciali: radio con kit auricolare da casco
- Passi di montagna superati: Passo Maloja, Julierpass, Lenzerheidepass, Steinpass, Grossglockner-Hochtor, Iselsbergpass, Passo Monte Croce Carnico, Passo Sella Corso, Passo della Mauria, Passo di S. Osvaldo.

A seguire gli itinerari tappa per tappa.

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4th September 2009

More photos!

Inserita anche la gallery del viaggio in moto intitolato “Tre crucchi a zonzo (per non parlar del Liechtenstein)”. Eccola qui.

Il viaggio è stato fantastico e si è svolto appunto nei paesi di lingua crucca: Svizzera tedesca (con passaggio dal minuscolo regno del Liecthenstein), Germania meridionale e Austria. Seguiranno racconti più dettagliati…

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31st August 2009

Ricordo engadinese

Si può andare una settimana a St Moritz senza per questo fare la figura dei fighetti? Eccome: basta alloggiare in ostello e muoversi solo per fare trekking. Questo è quello che è successo grazie al viaggio organizzato da Zeppelin in Engadina…

Premetto: ho avuto fortuna. Non conoscevo Zeppelin, non conoscevo la guida, non conoscevo nessuno del gruppo, ma tutto è andato per il meglio. Persino il tempo è stato ottimo e siamo riusciti a non prendere praticamente una goccia d’acqua.

Nella gallery trovate tutte le mie foto, mentre qui sotto riepilogo gli itinerari fatti:

1° giorno: il trenino del Bernina (Tirano-St Moritz)

Un itinerario classico in cui non si fatica nemmeno un po’… pensa a tutto il trenino, passando tra valli e cime spettacolari, aiutato da cremagliere quando la pendenza si fa troppo forte. Volendo, dalle sue fermate si possono iniziare passeggiate più o meno impegnative. Le carrozze chiuse con finestre panoramiche offrono la vista migliore, ma anche quelle scoperte hanno il loro fascino.   Info

Consigliatissimo anche l’ostello della gioventù di St Moritz: certo, è ben lontano dal centro del paese, ma permette di soggiornare a prezzo contenuto nella splendida valle dell’Engadina. E non si mangia nemmeno male…

2° giorno: sopra St Moritz

mappa dell’itinerario

CIMG2461Partendo direttamente dall’ostello ci siamo diretti verso i campi da sci di St Moritz, sede di alpeggi in estate. Questa salita porta verso la sovrastante alpe Suvretta, che abbiamo percorso solo brevemente per poi dirigerci invece verso Silvaplana. Una volta scesi in paese abbiamo attraversato il ponte che porta dall’altra parte del lago, per poi percorrere la pista che lo costeggia. Questo sentiero passa poi nella zona boscosa in cui si trova, tra l’altro, un laghetto balneabile, il tennis club di St Moritz, il trampolino di salto con gli sci e il campeggio.

3° giorno: la lunga Val Roseg

mappa dell’itinerarioCIMG2507

Questa nota vallata si raggiunge a partire da Pontresina. Da qui, risalendo il corso del torrente si va verso il ghiacciaio che ricopre le pareti del Piz Scerscen e del Piz Roseg, proprio sotto al Bernina. Più in alto, sulle scoscese radure presenti sui fianchi della vallata, avvistiamo dei caprioli. La salita diventa faticosa solo alla fine della valle, quando di colpo si sale per raggiungere la morena lasciata dal ghiacciaio. La vista da qui è fantastica, e infatti il rifugio sorge proprio in questo punto panoramico. Tra i prati d’alta quota punteggiati dai massi scorgiamo le marmotte più grosse che abbia mai visto!

La lunghezza del fondovalle, seppur quasi pianeggiante, ha suggerito ad alcuni di noi di rendere meno faticoso il tragitto di ritorno sfruttando il servizio di carrozze trainate da cavalli che percorre la strada carrozzabile: un ottimo modo per rilassarsi…

4° giorno: Maloja majala!

mappa dell’itinerarioCIMG2542

A mio avviso questa è stata l’escursione più bella, se non altro per la varietà di paesaggi visti in un solo giorno. Partiti dal passo del Maloja e superato un alpeggio in cui pascolavano tranquilli degli yak (!) siamo rapidamente ascesi verso il lago Lunghin. Qui il paesaggio cambia radicalmente: una pietraia con tracce di neve si impenna verso il passo Lunghin, che raggiungiamo con grande soddisfazione. Da qui si può vedere l’Engadina da un lato e la val Bregaglia dall’altro, oltre a numerose e splendide cime.

Le sorprese però non sono finite: scendendo verso il Septimerpass, in una verdissima vallata, si seguono i resti di una strada romana. Superato il passo, costeggiando il torrente per scendere a valle si passa anche su un antichissimo ponte in pietra. La discesa è parecchio lunga: la nostra meta, il paese di Casaccia, è infatti ben più in basso del punto di partenza!

5° giorno: riposo? naaaah!CIMG2605

Ora, questo doveva essere il giorno libero, e in quanto tale molti avevano inizialmente pensato di dedicarlo ad attività rilassanti… Ma l’entusiasmo dovuto alle numerose possibili mete ha spinto invece tutti a riposare ben poco. Personalmente ho seguito coloro che hanno voluto raggiungere il lago Cavloc, solo con l’accortezza di percorrere in autobus invece che in bicicletta i 20 km che separano St Moritz dal passo del Maloja, nuovamente punto di partenza. mappa dell’itinerario

Il lago è frequentatissimo, sia per la facile accessibilità, sia per il punto effettivamente molto panoramico, sotto il passo del Muretto. Da non sottovalutare anche la possibilità di fare il bagno, seppur riservata ai più coraggiosi… Molto più semplice invece farsi tentare dalle pietanze del rifugio, e infatti ci riusciamo benissimo.

6° giorno: Val di Fex

mappa dell’itinerarioCIMG2635

Siamo partiti da Sils, e più precisamente da dietro la casa dove Friedrich Nietzsche trascorreva la villeggiatura, per salire lungo la verdissima val di Fex. Ormai resi sciolti dai giorni precedenti saliamo spediti, alcuni persino cantando. Il paesaggio d’altronde è davvero ispiratore. Superato un alpeggio, l’ultimo tratto di salita ci fa giungere al delizioso lago Sgrischus, dove abbiamo tempo per una lunga pausa in stile spiaggia. La discesa tra i pascoli verso il lago avviene tranquilla, già pregustando la meritata birretta di fine gita.

7° giorno: Morteratsch e il ritornoCIMG2664

Purtroppo è già l’ultimo giorno… ma fortunatamente c’è un gran finale: ripreso il trenino rosso del Bernina in direzione Tirano, scendiamo alla fermata del Morteratsch e ci incamminiamo verso l’omonimo ghiacciaio. Non abbiamo il tempo di raggiungerlo, ma ci godiamo il panorama del Piz Bernina e del Piz Palu, come a rendere omaggio alle principali cime di questa zona che ci ha ospitato in modo così accogliente.

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31st August 2009

Di viaggio in viaggio, di terra in terra

CIMG2989A quanto pare è un anno che non aggiorno questo sito: viene voglia di farlo, non a caso, quando c’è qualcosa di veramente nuovo e notevole da raccontare, e questo come sempre coincide con le vacanze, o meglio con la novità portata dal visitare posti nuovi.

Le vacanze di quest’anno non mi hanno portato così lontano: appena a nord, diciamo. Eppure mentalmente mi hanno spostato da tutt’altra parte. Sarà che si è trattato non solo di viaggiare, ma di dover mettere tempo, fatica e attenzione nel farlo: niente aerei quest’anno, solo i piedi e la moto, e via a godersi i percorsi più ancora delle mete. Scoprendo così che alla fine due cose contano davvero: scoprirsi ancora curiosi di tutto, e trovare buoni compagni di viaggio.

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